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1 aprile 2010

Allagheremo il pavimento


Pubblicato su L'Isola il 2 aprile
di Giuseppe Pipitone
Nel 1944 il più potente mezzo di comunicazione italiano era l’Eiar, l’antenato della Rai, radio ufficiale dello Stato spaccato in due dalla guerra civile. Oltre all’ufficiale e monopolista Eiar, esisteva però anche un’altra radio che trasmetteva in italiano, la clandestina Radio Londra, programma trasmesso dall’inglese BBC.
Malgrado la clandestinità, la difficoltà di sintonizzazione (le frequenze venivano comunicate alla fine di ogni trasmissione), Radio Londra era a pieno titolo la radio più diffusa e più ascoltata nello stivale. Il popolo italiano, a più di un anno dalla fine della guerra, aveva già deciso da che parte stare. Almeno alla radio. Oggi, 65 e più anni dopo, l’Italia e una repubblica democratica, almeno ufficialmente, dove non si combatte più nessuna guerra. Almeno non con le bombe. Eppure giovedì 25 marzo, Raiperunanotte di Michele Santoro è stata a pieno titolo la trasmissione più seguita. Badate bene, a fronte delle sette reti in analogico aperte e tutti, Santoro e compagni (nel senso meno politico del termine) trasmettevano in streaming su internet e potevano essere seguiti anche su un paio di tv locali. I dati sullo share sono ovviamente di difficile individuazione, ma i dati di alcune delle tv locali che trasmettevano l’evento (circa il 13%), sommati al crollo dei server di Repubblica.it , rendono l’idea. Al di là della trasmissione in senso stretto (che per altro ci ha ricordato i tempi ruggenti del duetto Sarabanda – Costanzo Show), l’evento promette di classificarsi in futuro come un meraviglioso precedente. Chi scrive (ma forse anche qualcuno che legge) si sentiva, davanti la tv, come un partigiano del 1944 intento a non farsi scoprire mentre ascolta Radio Londra. Forse di guerre con i moschetti non se ne combattono più. Ma la guerra della censura è in pieno svolgimento. L’unica arma a nostra disposizione, oltre a qualche raro giornale libero, è una serata come quella di giovedì. La promessa finale di Santoro e di tutta la redazione di Anno Zero, di “farla fuori dal vaso” (in risposta alle oscene intercettazioni del dg Masi) è un atto che ha stimolato le lacrime in gran parte degli spettatori. E’ un’azione splendida che può essere forse paragonata ai gridi di battaglia delle Brigate Garibaldi in azione a Salò. Dalla nostra piccola visuale provinciale ci sentiamo di sottoscrivere pienamente tale promessa. Anche perché, finora non avevamo mai avuto un vaso dove farla. Come dei vagabondi la facevamo dove capitava. Dopo giovedì continueremo con maggiore convinzione ad allagare il pavimento.

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