Pubblicato su L'Isola il 2 aprile 2010
di Giuseppe Pipitone
Sulla poltrona di Governatore di Sicilia qualcuno c’ha buttato il malocchio. Quasi ci fosse scritto “chi tocca muore (politicamente)”. Sia chiaro, le vicissitudini giudiziarie di Lombardo sono ad uno stadio ancora troppo poco avanzato per pronosticarne la caduta. Ma le vicende di Nicolosi, di Provenzano, di Cuffaro, ed ora anche Raffaele Lombardo - tutti processati, indagati, condannati, per fatti relativi alla mafia - dovrebbero consigliare ai possibili futuri governatori di far benedire la poltrona di Piazza Indipendenza, prima di occuparla. O per lo meno di far bonificare l’ambiente, l’auto e i telefoni da possibili cimici.



